"Birra: Bevanda mediamente alcolica (quella marcata III) o abbastanza alcolica (la “IV.A”, sigla misteriosa che però in finlandese significa “buonissima”), è l’unico detergente stomatologico post-makkara. La birra I, sul mercato ancora qualche anno fa, avevano cominciato a darla ai neonati, e dunque le autorità sanitarie l’avevano tolta dal commercio. Della II non s’è mai saputo nulla: deve aver fatto la fine della fantomatica Tangenziale II della quale si hanno solo sparsi frammenti. Combinata con il “viina” (distillato di oltre 40 gradi), in serie alternata, soprattutto nelle ore serali produce la mutazione dello Jukka-Pekka nel Matti. Da cui il detto: “Ti fa ammattire”.
Rimedio: introdurre il monopolio della Peroni.
Cetriolo: in realtà un cetriolone lungo due palmi, di forma leggermente arcuata, infilato diosaccòme in un preservativo trasparente, che viene progressivamente svolto a mano a mano (mmmh) che lo si consuma, tagliandolo a dischetti deposti poi sulla suoletta di pane, sopra lo strato di burro e sotto quella di pomodoro. I bambini finlandesi credono che nasca così sulle piante, perché non l’hanno mai visto nudo. Non sa di nulla, ma ha la stessa forma del màkkara (vedi voce), da cui il sospetto che sia un rituale luterano di espiazione.
Rimedio: cambiare religione, e ingozzarsi cattolicamente di màkkara.
Edam: Un blocco, sui 2 kg in genere, di sostanza lipidica avvolta in plastica trasparente (stessa pianta del cetriolo) che i genitori definiscono formaggio ma che i bambini (ah, gli innocenti!) chiamano semplicemente “grasso”: Äiti, pane rasvaa! “mamma, metti del grasso!”. La forma a mattone è un adattamento all’uso: comoda per tagliarlo a fettine sottili, usando una spatola usata anche per i cetrioli, e deposto sul pane imburrato.
Rimedio: Scambiarlo per un mattone vero e, usando il burro come malta, alzare un muretto ornamentale.
Màkkara: wurstel di forma arcuata, duro al contatto, facile da infilzare su uno stecco e bruciacchiare sul fuoco. Non manca mai nello zainetto del piccolo esploratore e del suo papà. Nelle scuole viene offerto ai bambini nei giorni di festa, negli ospedali servito ai malati e agli anziani come ricostituente. È a tal punto un simbolo nazionale che gli hanno eretto un monumento: la “Màkkaratalo”, di fronte alla stazione centrale. La domenica le mamme finlandesi ci portano davanti i bambini e, come le mamme bolognesi davanti al Nettuno del Giambologna, gli fanno: “Vedi? Se mangi il màkkara (i tortellini) della mamma, da grande diventi grosso così”.
Rimedio: non esiste, ma è allo studio un vaccino.
Mökki (e suo puuC): rustica baita di pianura, fatta di tronchi d’albero, con porta che chiude a spinta, avente per maniglia un ramo d’albero a gomito, arredato con mobiletti della nonna anni ’50, una pelle d’alce su una parete, due letti a castello e, soprattutto, un sano puzzo di muffa che fa tanto intimo. Il bagno non c’è, o meglio non dentro: c’è normalmente il puuC (pronuncia “pu:se”, cesso di legno), un gabbiotto esterno fatto con tavole di legno, coetaneo del mökki, dotato di un asse e un buco a gravità naturale, posto fuori a circa 50 metri in posizione più elevata, cui si arriva per un sentierino in mezzo a cespugli e piantine di mirtillo che sono l’habitat naturale delle zanzare. Il percorso notturno, che si fa di corsa e in apnea, per arrivare al gabbio, sedersi, e poi rientrare, è una variante locale delle forche caudine, e la posizione sull’asse, sventagliando le mani alla cieca per difendersi dagli attacchi di zanzare e tafani, è detta “Ecce homo”.
Rimedio: interiorizzare.
Nàapuri: elemento fondamentale della vacanza, come il mökki e il makkara. Significa “vicino”, ma va tenuto “lontano” il più possibile. Negli annunci per affittare i mökki, solo in Finlandia, accanto ai dati sulla topografia del luogo, la superficie della costruzione, i servizi e la distanza dalla riva, si legge regolarmente, perché incide nettamente sul prezzo: “Naapuri: 100 metri”; oppure “Naapuri: 51 metri, ma non si vede”; oppure “Naapuri: 50 metri, ma c’è di rado”. Se Sartre fosse stato finlandese, avrebbe scritto “I naapurit, l’inferno”.
Rimedio: affittare un mökki su un’isoletta, e sparare a vista.
Pane di segale: Pane scuro, a forma di pagnotta, oppure di disco schiacciato con un buco in mezzo (detto “pane col buco”). Dopo un giorno diventa duro come una suola di scarpa invernale, ma i locali vi diranno che è “buonissimo”. Dipende. In realtà vedrete che la suoletta non viene mangiata da sola, e nemmeno tocciata (è impermeabile), ma spalmata di uno strato di un centimetro di burro o margarina, il che ne giustifica la natura di “supporto”.
Rimedio: dichiararsi allergici ai cereali, e abboffarsi di patate.
Puukko: coltellaccio affilato, celebri quelli della ditta Marttiini, che ogni buon maschio finlandese porta in campagna alla cintola, e in città dentro il calzino. Buono per nessun uso pratico, sempre troppo grande o troppo piccolo, è tenuto in serbo per l’incontro col Grande Orso e, di solito, viene fatto luccicare al sole in direzione del naapuri (vedi voce), soprattutto quello sotto i 100 metri. Il vero finlandese non se ne separa mai, e da ciò, la notte, dopo il rientro dal puuC (vedi voce), i numerosi casi di ferite da arma da taglio.
Rimedio: No Marttiini, no tagli.
Puuro d’avena: pappa d’avena di gusto amarognolo, che potreste immaginare come pasto di un bagno penale, e che va ingurgitato a colazione perché “è sano”. Diamine, non vorrete mica godere sin dalla mattina!
Rimedio: Dichiaratevi allergici ai cereali, e vi andrà bene, perché così eviterete anche la suoletta del pane di segale.
Tomaatti: ortofrutticolo di colore rosso vivo, di cui esiste un unico tipo, formato pallina da tennis, identico a quelli olandesi da cui trae sua semenza, ed è tirato su con identiche tecnologie. È un frutto “da tasto”, nel senso che i finlandesi li palpeggiano uno ad uno, con voluttà, prima di riporli nella cesta del supermercato, perché l’unico tratto (binario) che li distingue è + duro / - duro. Ma (d’inverno) quello kotimainen (“nostrano”) raggiunge un prezzo triplo del gemello olandese, con sgomento dei nostri connazionali, che finalmente capiscono cosa vuol dire “pomo d’oro”, ma restano ignari del patto di sangue (di pummarola) che lega tra loro i finlandesi e il loro PIL.
Rimedio: introdurre il pomo d’argento e quello di bronzo.
Zanzare: insetti perversi le cui femmine si nutrono di sangue caldo, e che si accaniscono soprattutto con gli stranieri (come gli ubriachi in città). Mentre voi vi cospargete di OFF puzzolente, e piagnucolate dandovi delle pacche, i locali vi guarderanno con compatimento e, se mai disturbati dalla bestiola, scuoteranno la testa, come per allontanare un’idea sgradevole.
Rimedio: iscriversi al sindacato cinematografico: non esiste un solo film finlandese, di quelli girati d’estate, tra le canne lacustri, sui pontili, in cui si veda o oda mai una stramaledetta zanzara in azione."
P.S Grazie Frank.